I tropici a Berlino

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Se volete godere del caldo dei tropici non c’è più bisogno di andare lontano. Basta volare a Berlino. Nella cittadina di Krausnick, a circa 60 km dalla Capitale, è nato Tropical Islands, un luogo meraviglioso dove la temperatura media è di 26°C (mentre fuori adesso è ben al di sotto dello zero!) tutto l’anno. Vi sembrerà di stare davvero su un’isola dei Caraibi. Si può trovare una foresta tropicale e una giungla africana, ma anche una laguna balinese, capanne polinesiane e pagode thailandesi, templi orientali e un vero tempio di Angkor Wat. E, naturalmente, spiagge di sabbia bianca e fine e acque cristalline. Si può anche alloggiare all’interno del parco dormendo in un campo tendato come in Africa oppure in una capanna di bamboo come a Bali o ancora in un lodge affacciato sulle cascate come in Sud America. E, se proprio cercate il lusso, c’è anche un bellissimo resort.

(GUARDA LE FOTO DEL PARCO TROPICALE A BERLINO)

Non mancano le rilassantissime Spa orientali, con trattamenti da favola, localini tipici e ristoranti con cucina etnica. Il parco è stato ricreato all’intero di un ex hangar sovietico ora dismesso che misura ben 66mila mq, l’equivalente di otto campi da calcio, dando origine al villaggio tropicale più grande d’Europa (forse anche l’unico, direi). E’ aperto tutto l’anno 24 ore su 24 e l’ingresso costa 28,50 euro (alcune attrazioni sono a pagamento). Vi è venuta voglia di partire subito? Io quasi quasi cerco un volo e vado.

Le 10 spiagge più coatte

Il video delle due ragazze coatte sulla spiaggia di Ostia ha fatto il giro del web. Ma è proprio vero che sulla spiaggia di Ostia sono tutti così burini? Nel mondo sono tante le spiagge famose per essere frequentate da turisti volgari e trash. Pare, per esempio, che in Gran Bretagna ci sia una spiaggia famosissima per il baccano che fanno i turisti. E’ Blackpool, una località dove gli alcolici costano pochissimo e danno subito alla testa dei giovani che ne consumano a volontà. Ma famose per le frequentazioni trash sono anche le spiagge di Ibiza, di Mykonos, di Montecarlo, di Cancun, di Lloret de Mar, di St Tropez dove il mix di alcool, musica ad alto volume, muscoli, tatuaggi, silicone e telefonini che squillano all’impazzata sono la normalità.

(SFOGLIA LA GALLERY DELLE 10 SPIAGGE PIÙ COATTE DEL MONDO)

Se odiate la folla, invece, state lontani da spiagge come quella di Fujiazhuang, in Cina, forse la spiaggia più affollata del mondo e non soltanto da cinesi. Qui giungono dalla Corea, dal Giappone, dalla Russia, per via de clima mite e dei prezzi estremamente convenienti. Molto meglio un bella e tranquilla caletta delle nostre coste. Non siete d’accordo?

Le 8 spiagge più incontaminate

Se pensate che le spiagge delle Maldive, delle Laccadive o delle isole della Polinesia siano paradisi terrestri, non avete ancora visto nulla. Al mondo esistono spiagge ancora più incontaminate, luoghi meravigliosi, accessibili solo a pochi (GUARDA LE FOTO). Il sito Mother nature network ha selezionato otto spiagge considerate le più incontaminate della Terra. Otto litorali sparsi per il mondo (tre solo negli Stati Uniti) dove non c’è traccia di inquinamento e dove arrivano pochissimi turisti. Ecco il podio. Al primo posto c’è Whitehaven Beach, sull’isola di Whitsunday, in Australia, il cui accesso è limitato e controllato dall’autorità che gestisce la Grande Barriera Corallina. Al secondo posto c’è Playa Matapalo, Costa Rica, rifugio per le tartarughe marine. Al terzo posto c’è la Hanauma Bay, sull’isola di Oahu, alle Hawaii: da qualche anno, l’accesso ai turisti è a numero chiuso.

La classifica segue con le spiagge di: Koh Libong, in Thailandia; Las Islas Cies, in Spagna; Sancho Bay, sull’isola di Fernando de Noronha, in Brasile (anche qui l’accesso ai turisti è limitato a un certo numero giornaliero); Short Sands Beach, nello Stato dell’Oregon, e Goosewing Beach, nel Rhode Island, entrambe negli Stati Uniti. Date un’occhiata alle spiagge e ditemi se siete d’accordo o se ne proponete altre che, secondo voi, sono ancora più paradisiache.

A Parigi come in Riviera

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Se vi capita di andare a Parigi quest’estate non sentirete la mancanza del mare. Paris Plage, la spiaggia lungo la Senna che viene aperta ogni estate nella capitale francese, quest’anno è diventata ancora più grande coinvolgendo tanti quartieri della città, dal Marais al Louvre passando per l’Hôtel de Ville, il Pont Neuf, Notre-Dame fino a La Villette.

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Sulla Rive Droite si può giocare a ping pong, a pétanque (le bocce), c’è la palestra all’aperto, la piscina, ma si fanno anche danze e massaggi. E, naturalmente, tanta spiaggia e tanti bagni. Si può scegliere se stare sulla spiaggia di sabbia, di erba o di legno, tutte attrezzate con sdraio e ombrelloni. Tra le novità che mancavano ci sono i pedalò e le barchette. Sotto il Pont Marie c’è persino una biblioteca.

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La spiaggia è aperta tutti i giorni fino al 20 agosto dalle otto della mattina fino a mezzanotte e non mancano bar, gelaterie e ristorantini a prezzi modici per chi desidera trascorrere una giornata (o l’intera estate) a prendere il sole sulle rive della Senna. E all’ora dell’aperitivo si tengono concerti e dj set. Non vi sembra una bella idea?

Olanda: la spiaggia della movida

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L’Olanda non è famosa per avere un bel mare, tutt’altro! Però, a furia di venire sulla nostra Riviera romagnola, gli olandesi hanno imparato che, se manca l’acqua limpida, in spiaggia ci si può divertire ugualmente. Ho letto di recente che a Scheveningen, nota località balneare olandese nei pressi dell’Aja, a una settantina di chilometri da Amsterdam e da Utrecht, sono sorti un sacco di beach bar direttamente sulla spiaggia, che offrono di tutto e di più. C’è quello in stile caraibico, quello lounge, quello brasiliano, quello ‘nippo’ e via dicendo. Si mangia, si beve, si balla e ci si diverte, come solo gli olandesi sanno fare. Ma cosa avete capito? Niente di male, ragazzi! Pensate che ci sono persino delle biblioteche ospitate all’interno di container coloratissimi e i ragazzi leggono e si scambiano idee ‘on the beach’. E si sa che l’Olanda è una fucina di idee. No?

Mud Festival, pazzi per il fango

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In Corea è scoppiata una moda che sono certa approderà anche sulle spiagge italiane quest’estate: il Mud Festival. I bagnanti si sporcano di fango dalla testa ai piedi, una vera schifezza, ma tanto poi ci si butta nell’acqua del mare e si torna puliti come prima.

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Si tratta ormai della 12esima edizione di questo folle evento, che comprende anche incontri di wrestling, scivolate e una gara di baci al fango!

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Per qualcuno è anche una forma d’arte. Infatti, il fango può essere colorato così da dare un po’ di brio. Pare che la spiaggia di Daecheon Beach a Boryeong, a sud di Seoul, sia stata presa d’assalto anche da moltissimi turisti entusiasti di questa originale iniziativa. Che ne pensate?

Spagna: adiós chiringuitos?

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Ho letto che i baretti estivi tipici delle spiagge spagnole, i chiringuito, potrebbero scomparire! Per decenni hanno offerto paella, sangria, tapas e bibite a go-go ai vacanzieri ed erano affollatissimi (guarda il video) a qualunque ora del giorno e, soprattutto, della notte. Ora, il ministero dell’Ambiente spagnolo ha deciso di chiuderli tutti, per tutelare le spiagge che, con la nuova legge sulla salvaguardia delle coste, vieta la costruzione di qualunque edificio direttamente sulla sabbia. La buona notizia è che potranno essere costruiti (o spostati) sul lungomare. Pensate che questi localini improvvisati danno lavoro a ben 30mila giovani solo durante l’estate. Quindi sarebbe un vero peccato se scomparissero del tutto. Se trascorrerete l’estate sulle coste spagnole, sappiate che potrete firmare una petizione pro chiringuito. Quasi quasi io ci vado…

Il 747 atterra in spiaggia

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Beh, proprio proprio in spiaggia forse no, ma ci va terribilmente vicino, più ancora che a Playa d’En Bossa a Ibiza. La foto e il video (impressionante!) che vedete in questo post sono stati ripresi dal vivo in giorni qualsiasi a St. Maarten, isoletta caraibica meta di vacanze esotiche. Il problema è che lo spazio a disposizione per una pista d’atterraggio regolare per i jumbo jet, al Princess Juliana International Airport non c’era e allora l’hanno costruita più corta del normale, proprio a ridosso di Maho Beach, dove la gente se ne sta tranquillamente a prendere il sole e a fare i bagni, con l’aggiunta dello spettacolo che a intervalli regolari viene proiettato qualche metro più sopra delle loro teste.