Rifugio high tech sulle Alpi

Quelli che una volta era semplici bivacchi in quota per chi scalava le montagne e si trovava a doversi riparare dal freddo e dal sopraggiungere della notte, oggi diventano rifugi high tech. Come il Rifigio Gervasutti, sul Ghiacciaio del Fréboudze, sul massiccio del Monte Bianco, a 2835 metri sul livello del mare, vicino a Courmayeur. Panoramico, ultratecnologico ed ecosostenibile, misura 30 mq e può ospitare fino a 12 persone.

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All’interno è diviso in quattro aree distinte: ingresso, sala da pranzo-soggiorno e due zone letto. E’ già divenuto modello pilota per altri rifugi high tech. E pensare che una volta era fatto di legno e lamiere. Sì perché quando fu costruito per la prima volta nel 1948 si chiamava Capanna Gervasutti e si trovava un po’ più in basso (a 2360 metri). Il suo nome è un omaggio all’alpinista friulano Giusto Gervasutti che, nel 1942, fu il primo a raggiungere l’allora inviolato sesto grado di difficoltà scalando la parete est delle Grandes Jorasses che sovrasta la Val Ferret.