Italia preferita per vacanze all’aperto

Cresce la scelta del nostro Paese per trascorrere vacanze all’aperto. Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio sul turismo in camper e all’aria aperta, i turisti amano venire in Italia per il suo mare, i suoi laghi e le sue montagne. La regione preferita dai vacanzieri italiani e stranieri è il Veneto, seguito da Toscana (stranamente non è la prima!), Lombardia e Trentino Alto Adige.

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L’estate rimane la stagione preferita per le vacanze open air, ma in realtà piacciono tutto l’anno. Le località di mare sono privilegiate (il 36% dei turisti fa vacanze balneari), quelle di lago sono amate dal 25% di chi viaggia in camper o in tenda e le città d’arte sono scelte dal 16% degli intervistati. I turisti dell’aria aperta amano soprattutto Venezia, Verona, Brescia, Trento e il Lago di Garda. Siete d’accordo con loro?

Rifugi tra design e hi-tech

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Design e tecnologia puntano in alto. Tra progetti in corso d’opera e strutture già realizzate, sull’arco alpino si sta materializzando una serie rifugi d’alta quota a dir poco avveniristici. Le spartane casupole in legno, lamiera e tanto freddo cedono il posto a nuovi edifici che concentrano, in pochi metri quadrati, le più sofisticate tecnologie rivolte al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

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Sistema di depurazione delle acque reflue e pannelli fotovoltaici dotati di accumulatori di ultima generazione (bivacco Gervasutti); serramenti esterni con vetrocamera termoacustica e lavabi con comando a fotocellula (rifugio Gonella); fosse di compostaggio e riutilizzo degli imballi (rifugio Bonatti), impiego dei prodotti del territorio (rifugio Gouter)… per fare solo alcuni esempi. I costi per la realizzazione di questi gioielli d’alta quota sono elevatissimi, anche perché, nella maggior parte dei casi, i materiali da costruzione vengono trasportati in elicottero. Ma il restyling in atto si coniuga con la crescente attenzione rivolta alla valorizzazione del territorio e a scelte che comportino il minor impatto possibile sull’ambiente. Un approccio che in montagna trova terreno più fertile che altrove.

Rifugio high tech sulle Alpi

Quelli che una volta era semplici bivacchi in quota per chi scalava le montagne e si trovava a doversi riparare dal freddo e dal sopraggiungere della notte, oggi diventano rifugi high tech. Come il Rifigio Gervasutti, sul Ghiacciaio del Fréboudze, sul massiccio del Monte Bianco, a 2835 metri sul livello del mare, vicino a Courmayeur. Panoramico, ultratecnologico ed ecosostenibile, misura 30 mq e può ospitare fino a 12 persone.

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All’interno è diviso in quattro aree distinte: ingresso, sala da pranzo-soggiorno e due zone letto. E’ già divenuto modello pilota per altri rifugi high tech. E pensare che una volta era fatto di legno e lamiere. Sì perché quando fu costruito per la prima volta nel 1948 si chiamava Capanna Gervasutti e si trovava un po’ più in basso (a 2360 metri). Il suo nome è un omaggio all’alpinista friulano Giusto Gervasutti che, nel 1942, fu il primo a raggiungere l’allora inviolato sesto grado di difficoltà scalando la parete est delle Grandes Jorasses che sovrasta la Val Ferret.

Venti cime in 20 regioni

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Tra le tantissime iniziative organizzate quest’anno per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia ce n’è una che mi piace particolarmente. Si chiama ’20 cime per 20 regioni’ ed è organizzata dal CAI e dalle Guide alpine di Cortina d’Ampezzo. In pratica, per tutto l’anno le guide saliranno sulle cime più alte del nostro Paese, una per ogni regione, per scoprire e valorizzare le bellezze della penisola. Dall’Etna, in Sicilia, all’Ortles, nel Trentino Alto Adge, dal Monte Bianco, nella Valle d’Aosta, alla Marmolada, nel Veneto.

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Si parte il 26 febbraio con la risalita del monte Etna su sci d’alpinismo. Ogni vetta, infatti, sarà affrontata in modo diverso a seconda della stagione e del terreno: sci, mountain bike o trekking. Oltre alle montagne più famose, è l’occasione per scoprire i monti d’Italia meno conosciuti, come il Pizzo Zupò, in Lombardia, la Cima del Redentore, in Umbria, la Serra Dolcedorme, tra Calabria e Basilicata, il monte Cornacchia, in Puglia, e il monte Meta, nel Molise. Non la trovate un’idea geniale?

I parchi più belli d’America

I parchi, si sa, sono più belli d’estate, quando sono fioriti e colorati. Ma anche d’inverno hanno un loro fascino, proprio perché sono solitari e ameni. Negli Stati Uniti e in Canada ci sono parchi spettacolari e caratteristici soprattutto in inverno. Il celebre huffingtonpost ha stilato la classifica dei più belli. Lo Zion e il Bryce Canyon, nello Stato dello Utah, in alta montagna, sono entrambi aperti d’inverno e le rocce imbiancate dalla neve sono un vero spettacolo. Tra i parchi più belli c’è il Banff National Park, che è il primo parco nazionale del Canada. Si estende su 6.641 chilometri quadrati e ha molti ghiacciai, foreste di conifere e paesaggi alpini. Anche l’Olympic National Park, nello Stato di Washington, è tra i più bei parchi statunitensi, ma anche uno dei meno conosciuti.

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Nella classifica c’è anche il Jasper, in Canada, con un paesaggio montano unico, fatto di vette, laghi, cascate e canyon. Il Mt Rainier svetta tra ghiacciai e laghi e, nello Stato del Colorado, c’è il Rocky Mountain National Park, proprio nel cuore delle Montagne Rocciose. Il più antico degli Stati Uniti è Yellowstone, caratterizzato da miglia e miglia di natura incontaminata, animali liberi ma protetti e acque cristalline, cascate e laghi alpini. Infine, c’è lo Yosemite, in California, che è aperto tutto l’anno benché d’inverno alcune zone siano irraggiungibili. Ve ne vengono in mente altri da suggerire all’huffingtonpost?

Sculture nella neve

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Fino alla fine di gennaio, nel comprensorio sciistico Klausberg di Cadipietra in Valle Aurina (Bolzano), si possono ammirare delle bellissime sculture di neve (GUARDA LE FOTO), in occasione del primo festival internazionale di scultura “in bianco”. Si tratta di un campionato che vede dieci squadre darsi battaglia nell’arena invernale, per contendersi il titolo di Re o Regina delle nevi 2010. Con pale, piccozze e scale i “Michelangelo della neve” estraggono dai blocchi di ghiaccio opere uniche.

La maggior parte delle sculture hanno come soggetto gli sport invernali, dallo sci al bob al pattinaggio sul ghiaccio, ma c’è anche un omaggio alle Olimpiadi invernali di Vancouver. Una giuria di esperti assegna il primo premio (1.500 euro!) alla migliore scultura. L’anno prossimo dovremmo partecipare anche noi, deve essere davvero divertente!

Sci: piste aperte a Cervinia

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Siete stanchi di mare e bikini? Quest’anno la stagione sciistica inizia presto, per la precisione questo fine settimana. A Cervinia, il 10 e 11 ottobre, riaprono gli impianti. E sarà così per tutti i fine settimana fino al 31 ottobre, quando prenderà il via ufficialmente la stagione invernale. Naturalmente, si scia in alto, sul ghiacciaio del Plateau Rosà.