Le città più colorate

Se amate i colori come me, vi piacerà la classifica che ho trovato sull’huffingtonpost. Si tratta della top 10 delle città più colorate del mondo. Pensate che ai primi posti ci sono ben due città italiane: Manarola, alle Cinque Terre, e l’isola di Burano, vicino a Venezia. Due posti che, se non avete mai visto, vi consiglio di visitare! Tra le altre città ‘arlecchino’, la più famosa è Copenhagen, in Danimarca. La maggior parte delle città colorate, però, si trovano in posti caldi.

(GUARDA LE FOTO DELLE CITTÀ PIÙ COLORATE DEL MONDO)

Famosissimo è il quartiere La Boca di Buenos Aires, in Argentina, così come il centro di Valparaiso, in Cile, e il quartiere Bo-Kaap di Città del Capo, nel Sudafrica, ma, nel caso non lo sapeste, c’è anche una zona di San Francisco con bellissime case multicolori affacciate sulla baia. Non le trovate meravigliose?

Pista da sci sul tetto

In Danimarca sono davvero avanti! Nella zona industriale appena fuori Copenhagen, entro il 2016 sarà costruito un inceneritore eco-compatibile che cambierà la vita dei danesi. Questo perché sul tetto sorgerà una stazione sciistica. Ben 31mila metri quadrati di piste da sci, dalla baby alla nera, con neve artificiale e boschi, per far divertire i cittadini durante il weekend.

(GUARDA LE FOTO DELLE PISTE DA SCI SULL’INCENERITORE)

Si tratta di una delle iniziative più interessanti della Danimarca, in grado di coniugare ecologia e tecnologia. Per salire in cima ci sarà un ascensore dal quale, durante l’ascesa, si potrà sbirciare l’interno della fabbrica per vedere come funziona. Anche una volta giunti in cima si potrà guardare attraverso due ampie finestre il meccanismo che fa funzionare l’inceneritore. E tutto questo nella sicurezza più totale. Insomma, in mancanza di Alpi e Dolomiti i danesi si devono accontentare.

I ponti più green del mondo

Chi ha detto che un ponte high tech e ultramoderno non possa anche rispettare l’ambiente? Sembra proprio che l’ecocompatibilità sia il problema più pressante degli ultimi anni. Le ultime strutture realizzate nel mondo tengono conto sia dell’aspetto estetico sia del fattore ‘green’. A Brisbane, in Australia, per esempio, hanno costruito un bellissimo ponte, il Kurilpa Bridge, illuminato con energia solare. E’ il ponte pedonale più lungo nel suo genere e utilizza luci Led alimentate da 84 pannelli solari. Un altro ponte solare è stato realizzato a Copenhagen, in Danimarca. E’ formato da due torri fotovoltaiche riscaldate (o raffreddate, a seconda della stagione) da energia idroelettrica.

(GUARDA LA GALLERY DEI PONTI)

Sono praticamente immersi nella foresta e si integrano perfettamente con l’ambiente i ponti di Singapore e dell’isola di Langkawi, in Malesia. Il primo, che attraversa il parco Telok Blangah Hill, permette al visitatore di toccare letteralmente con mano le foglie degli alberi. Il secondo, lo SkyBridge, è una meraviglia dell’ingegneria moderna, fatto di curve e di un deck panoramico da cui ammirare l’arcipelago di 99 isole. Spettacolare sarà, infine, il ponte sul Tamigi che è in fase di costruzione a Londra: qui le piante rampicanti faranno parte della struttura e sarà raccolta l’acqua piovana da ridistribuire all’intera città. Non è meraviglioso?

I 50 migliori ristoranti del mondo

noma470.jpg

Chissà se riuscirò mai a provare uno dei 50 migliori ristoranti del mondo? E’ appena uscita la classifica annuale e, per provare il ristorante numero uno al mondo, Noma, bisogna andare fino a Copenhagen, in Danimarca. Più vicino è il numero due, El Bulli – quello di Ferran Adrià, chef famoso per la sua cucina molecolare – che si trova a Roses, vicino a Barcellona. Il terzo è un ristorante britannico, The Fat Duck, nella campagna inglese a un’oretta di strada da Londra (GUARDA LA GALLERY). Il primo ristorante italiano si trova solo al 6° posto ed è l’Osteria Francescana a Modena, che vanta un altro importante chef, Massimo Bottura.

Nella top 10 è l’unico italiano. Ma non sono molti i nostri ristoranti neppure nel resto della classifica. Se ne contano solo altri quattro. Primeggiano i ristoranti in Spagna, negli Stati Uniti, in Francia, ma anche nei Paesi del nord Europa e in Asia, Australia e Sudafrica.