Gli aeroporti più strani del mondo

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Viaggiando spesso, mi è capitato di visitare parecchi aeroporti in giro per il mondo, ma mai come quelli che potete vedere in questa fotogallery. Come potete immaginare, una pista di atterraggio e decollo, deve essere abbastanza lunga per permettere l’arrivo e la partenza degli aerei e in alcuni casi le soluzioni scelte lasciano davvero a bocca aperta (GUARDA LE FOTO).

L’aeroporto internazionale di Osaka in Giappone, per esempio, è stato costruito su un’isola artificiale distante tre chilometri dalla costa, mentre a St. Maarten, nei Caraibi, gli aerei quasi atterrano in spiaggia. A Gibilterra, invece, la pista di atterraggio attraversa la principale arteria automobilistica del territorio britannico. Oppure ancora, in Francia a Courchevel hanno costruito una pista con pendenza del 18% e a strapiombo sulla vallata sottostante. Un po’ quello che hanno fatto a Lukla, in Nepal, solo che qui il traffico aereo è talmente elevato che ogni giorno si rischiano collisioni come quella sfiorata nel video che potete vedere qui sotto. E voi conoscete altri aeroporti fuori dal comune?

Cani e gatti in prima classe

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Trasportare in aereo i propri amici a quattro zampe non è mai bello perché sono costretti a viaggiare nelle stive, assieme ai bagagli e in condizioni non proprio confortevoli. Ora però è nata una nuova compagnia aerea, la Pet Airways, completamente dedicata al trasporto di animali con tutti i comfort del caso. Gatti, cani e altri piccoli animali viaggeranno in cabina, con una hostess (o meglio una Pet Attendant) a loro dedicata per tutto il viaggio, dal check-in all’arrivo, pronta a soddisfare tutte le loro esigenze, bisogni inclusi. A bordo non sono ammessi passeggeri umani, ma un comodo servizio di tracking permette di seguire tutto il viaggio via internet. I voli di Pet Airways inizieranno a luglio 2009 negli Stati Uniti e collegheranno le città di Los Angeles, New York, Washigton, Chicago e Denver, con un costo d 150$ a tratta. Spero davvero che prima o poi attivino dei voli anche dall’Europa, in caso di necessità non esiterei un attimo a scegliere questa soluzione.