Giornata FAI primavera 2011

Come i 150 anni dell’Unità d’Italia, saranno 150, su 660, quest’anno, i luoghi che, in occasione della Giornata FAI di primavera 2011, saranno dedicati al Risorgimento italiano. I prossimi 26 e 27 marzo, tutti gli italiani potranno quindi scoprire gli eroi a cui si deve la nascita della patria, oltre a visitare palazzi ed edifici storici in tutte le regioni d’Italia che aprono solamente una volta l’anno per questa occasione. Solo per fare qualche esempio, a Reggio Emilia sarà possibile scoprire il luogo dove nacque la bandiera nazionale oppure a Savona si potrà visitare la Fortezza Priamar dove Mazzini, imprigionato, ideò la Giovine Italia.

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La Giornata FAI, giunta alla sua XIX edizione, piace sempre più agli italiani. Negli anni ha coinvolto oltre 6 milioni di visitatori. Per i turisti stranieri vengono organizzate visite guidate nella loro lingua in alcune delle proprietà aperte al pubblico durante il weekend. Sono previste anche passeggiate, escursioni in bicicletta e a piedi. Tutte le visite sono a contributo libero.

Venti cime in 20 regioni

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Tra le tantissime iniziative organizzate quest’anno per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia ce n’è una che mi piace particolarmente. Si chiama ’20 cime per 20 regioni’ ed è organizzata dal CAI e dalle Guide alpine di Cortina d’Ampezzo. In pratica, per tutto l’anno le guide saliranno sulle cime più alte del nostro Paese, una per ogni regione, per scoprire e valorizzare le bellezze della penisola. Dall’Etna, in Sicilia, all’Ortles, nel Trentino Alto Adge, dal Monte Bianco, nella Valle d’Aosta, alla Marmolada, nel Veneto.

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Si parte il 26 febbraio con la risalita del monte Etna su sci d’alpinismo. Ogni vetta, infatti, sarà affrontata in modo diverso a seconda della stagione e del terreno: sci, mountain bike o trekking. Oltre alle montagne più famose, è l’occasione per scoprire i monti d’Italia meno conosciuti, come il Pizzo Zupò, in Lombardia, la Cima del Redentore, in Umbria, la Serra Dolcedorme, tra Calabria e Basilicata, il monte Cornacchia, in Puglia, e il monte Meta, nel Molise. Non la trovate un’idea geniale?