Rifugi tra design e hi-tech

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Design e tecnologia puntano in alto. Tra progetti in corso d’opera e strutture già realizzate, sull’arco alpino si sta materializzando una serie rifugi d’alta quota a dir poco avveniristici. Le spartane casupole in legno, lamiera e tanto freddo cedono il posto a nuovi edifici che concentrano, in pochi metri quadrati, le più sofisticate tecnologie rivolte al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

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Sistema di depurazione delle acque reflue e pannelli fotovoltaici dotati di accumulatori di ultima generazione (bivacco Gervasutti); serramenti esterni con vetrocamera termoacustica e lavabi con comando a fotocellula (rifugio Gonella); fosse di compostaggio e riutilizzo degli imballi (rifugio Bonatti), impiego dei prodotti del territorio (rifugio Gouter)… per fare solo alcuni esempi. I costi per la realizzazione di questi gioielli d’alta quota sono elevatissimi, anche perché, nella maggior parte dei casi, i materiali da costruzione vengono trasportati in elicottero. Ma il restyling in atto si coniuga con la crescente attenzione rivolta alla valorizzazione del territorio e a scelte che comportino il minor impatto possibile sull’ambiente. Un approccio che in montagna trova terreno più fertile che altrove.

Rifugi tra design e hi-techultima modifica: 2011-08-11T13:46:00+02:00da admin
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5 pensieri su “Rifugi tra design e hi-tech

  1. sicuramente tecnologici, ma sinceramente ORRENDI! davvero un pugno in un occhio in un paesaggio stupendo..

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