Vai in un Paese a rischio, tue le spese di soccorso

Il “turista fai dai te” che si reca nei Paesi cosiddetti a rischio, rischia di essere tassato!
Spesso per visitare posti magnifici, si è costretti a recarsi in questi Paesi, che tra guerre civili e tribali, giri di narcotraffico, povertà e condizioni di vita estrema, terrorismo, etc. sappiamo non essere sicuri, anche grazie al sito del Ministero degli Esteri.

Francesco Rutelli, in qualità di presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza), ha proposto di addebitare al turista avventuroso le spese dei soccorsi qualora il viaggio finisse male. A fine mese se ne ridiscuterà.
Per esempio, dice Rutelli: ”se qualcuno si avventurasse con il proprio yacht al largo della Somalia, dove nel solo 2008 sono state attaccate dai pirati 111 imbarcazioni tutte le spese sostenute dallo Stato italiano per garantire la necessaria assistenza dovranno essere rimborsate”

E se la proposta diventa legge?

Vai in un Paese a rischio, tue le spese di soccorsoultima modifica: 2009-01-21T12:28:00+01:00da admin
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18 pensieri su “Vai in un Paese a rischio, tue le spese di soccorso

  1. perché si parla solo del turista fai da te? chi decide qauli sono questi Paesi e con che criteri? Mar rosso, egitto, quante bombe ci sono state eppur è pieno di turisti nei villaggi… MMmmm mi puzza di attacco, non di buon senso

  2. Era ora che qualcuno prendesse il toro per le corna. Basta con questi avventurieri, moderni Indiana Jones, che a nostre spese ritornano a casa. Basta! Vadano dove è possibile andare. Per le avventure: pagatevele voi!

  3. certo che devono pagare è unA SCELTA A RISCHIO che si paghino i danni.
    con le spese che dobbiamo affrontare affitti alti costi proibitivi di telefono , luce , tasse comunali, non vedo perche debba con le mie tasse pagare soccorsi in zone a rischio.
    a tutti piacerebbe fare quello che ci piace e se ci sono guai farli pagare alla societa.

  4. Ma dove è scritto che lo Stato deve intervenire per riportarmi a casa? Che deve prendersi cura di me quando sono fuori dai confini nazionali?
    A me basterebbe si pigliasse cura di me DENTRO ai confini nazionali, rendendo meno insicure le strade con una buona illuminazione, chiudendo le buche, controllando gli automobilisti , mettendo in giro abbastanza forze dell’ordine per non temere d’essere scippata o importunata alla sera…..
    Poi se invece decido di andare in un Paese a rischio e vengo rapita, lo stato se ne disinteressa e mi lascia lì, nei casini in cui mi sono messa, e così il turista italiano cessa di essere visto come merce di scambio dai malfattori del luogo.

  5. non mi pare ke questi signori si muovano costretti dal bisogno,ritengo giusto quindi ke se ci sono delle spese impreviste siano a loro carico e nn a ns spese .

  6. è una proposta di assoluto buon senso. Se le “mezze calzette” vogliono fare gli impavidi esploratori, sappiano che in caso di guai i costi sono a loro carico.

  7. Mi dispiace dare ragione a Rutelli, non e’ proprio il politico di cui impazzisco, ma questa volta devo darle ragione.Chi vuole avventurarsi nei paesi a rischio che abbia la sua responsabilita’ fino in fondo.Basta che tutto cio’ non sia un arma a doppio taglio.

  8. Giustissimo!!! Dei paesi a rischio c’è l’elenco, chi ci va lo deve fare a suo rischio e pericolo.

  9. Proposta assolutamente condivisibile, speriamo solo che si trasformi in fatti presto. Chi vuole fare l’esploratore lo faccia assumendosi i rischi ed i costi.

  10. Va benissimo, ma allarghiamo il concetto anche a coloro che nei confini nazionali assumono comportamenti irresponsabili e pericolosi anche per l’altrui incolumità, uno dei tanti ad esempio è la pratica di attività di alta montagna da parte di persone inesperte.

  11. Per me Rutelli ha perfettamente ragione. Chi si reca in posti NOTORIAMENTE a rischio DEVE farsi carico del rischio. E’ un principio di responsabilità che dovrebbe SEMPRE essere applicato.
    Ami l’adrenalina? Fatti carico degli eventuali rischi! Ami essere SNOB ed andare dove pochi possono o vogliono andare? Fatti carico del rischio…..
    E’ tanto logico!

  12. Meno male, ma non solo turisti fai da te in paesi a rischio, ci vuole di più, piu che le spese sarebbe meglio un’assicurazione obbligatoria ( in alternativa paghi di tasca)per chi vuole fare il “sega”,vale per alpinisti, sciatori, subacquei, etc..

  13. In principio sono d’accordo che i “turisti fai da te ” si assumano anche tutti gli oneri derivanti dai loro comportamenti. Per evitare spese a carico della comunità, questi turisti potrebbero farsi una bella assicurazione prima di partire al fine di coprire ogni brutta sorpresa. Ad ogni modo, cominciamo a far pagare i riscatti per tutti gli imbecilli, TUTTI DI SINISTRA, che sono stati pagati dagli italiani: vedi le due vispe terese della ONLUS che erano in Irak a fare un c….o e strapagate, la comunista Sgrena che è costata anche la vita a un servitore dello stato, il giornalista comunista che non si è mai saputo quanto ci è costato…- e altri. Potrebbe andarci anche Rutelli…. a spese sue, of course!!!!!

  14. Una domanda per tutti, ma voi viaggiate? Sapete che Filippine, Thailandia del sud, india del Nord, Messico, Indonesia sono spesso segnalati come Peasi a rischio? Ma l’elenco continua, eh. Quindi? devo pagare se mi succede qualcosa in questi paesi, per voi è giusto! ok, ma non siete dei viaggiatori!

  15. avete visto gli annunci di ora sul sito farnesina, viaggiare sicuri? C’è la Germania, quindi? chi va in germania senza appoggiarsi a nessun tour operator se gli accade qualcosa ‘zzi suoi, per voi è giusto?

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