I ponti più strani del mondo

Se vi piace girare per il mondo, oltre a visitare monumenti, musei e centri storici, vi consiglio di non trascurare anche l’architettura moderna che ha la sua massima espressione nei ponti (anche se non c’è nessun fiume da attraversare!). I ponti moderni, spesso pedonali, hanno forme stranissime, sono fatti di materiali ultratecnologici e, talvolta, portano la firma di qualche architetto famoso (detto anche archistar). Tra i miei preferiti c’è l’Henderson Wave di Singapore, un’unica onda che serve a collegare due colline tra loro. Il più divertente è il Rolling Bridge di Londra, un ponticello che si arrotola su se stesso quando devono passare le barche.

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Sono una curva unica anche il Kaohsiung Bridge di Taiwan e il BP Bridge, ponte pedonale che attraversa il centralissimo Millennium Park a Chicago. Tra i più tecnologici ci sono il Bridge of Peace di Tbilisi, nella Georgia, il Kurilpa Bridge di Brisbane, in Australia, e il Seri Saujana Bridge a Putrajaya, in Malesia. Ma se vi capita di passare per Buenos Aires, non perdetevi il Puente de la mujer, opera di Santiago Calatrava. Vi vengono in mente altri ponti da vedere?

Il nuovo aeroporto di Hong Kong

Un terminal internazionale di design e tecnologico quello progettato per l’aeroporto di Hong Kong. L’idea è quella di un edificio che si estende lungo il fiume Shenzen e che collega la terraferma a Hong Kong. In pratica, il progetto prevede la costruzione di una terza pista che consentirebbe allo scalo cinese di mantenersi competitivo a livello internazionale, visto che già ora occupa il terzo posto nel mondo. Il costo dell’operazione? Circa 22 miliardi di dollari (più di 15 miliardi di euro).

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Questo gateway ha anche un significato simbolico: rappresenta, infatti, l’unificazione del continente cinese a Hong Kong. Tuttavia le proteste degli ambientalisti potrebbero fermare i lavori perché la costruzione della terza pista dell’aeroporto nella baia di Hong Kong (forse la più bella del mondo)potrebbe danneggiare una popolazione di delfini rosa che vive in quella zona. Il progetto, infatti, prevede il recupero di oltre 650 ettari di terra dal mare e ciò mette a serio rischio la sopravvivenza dei delfini, già in via di estinzione. E voi cosa ne pensate?

Migliori compagnie aeree dell’anno

Ogni anno viene assegnato il premio alle migliori compagnie aeree. Quest’anno la vincitrice è stata la Qatar Airways, la compagnia di bandiera del Qatar che si sta espandendo a vista d’occhio. Il premio World Airline Award le è stato conferito in occasione del Paris Air Show che si è svolto a Le Bourget, appena fuori Parigi. Al secondo posto è arrivata la mitica Singapore Airlines. Terza, la Asiana Airlines, della Corea del sud. La classifica prosegue con la Cathay Pacific (4°), la Thai (5°), la Ethiad di Abu Dhabi (6°), la Air New Zealand (7°), la Qantas (8°), la Turkish Airlines (9° e unica compagnia europea) e la Emirates (10°).

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Le compagnie sono state votate da 18,8 milioni di passeggeri provenienti da cento nazioni. I World Airline Award sono il massimo riconoscimento a cui una compagnia aerea può ambire. Rappresenta il riconoscimento al prestigio e alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Oltre alle prime dieci classificate, ne sono state votate altre 190 in tutto il mondo. La AirAsia, per esempio, ha vinto il premio per la miglior compagnia low cost. Siete d’accordo con questa classifica?

L’hotel dei robot

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Un tecno-hotel a New York. Si chiama Yotel e si trova vicino a Times Square, all’angolo tra la 10th Avenue e la 42th Street. Le sue 669 camere, chiamate “cabin rooms”, sono compatte e combinano gli elementi di lusso delle prime classi aeree con i criteri di utilizzo dello spazio usati nei capsule hotel giapponesi. A questo va aggiunta una sofisticata tecnologia, finalizzata alla ricerca di un rapporto qualità-prezzo molto favorevole. Il concetto, infatti, è quello di “affordable luxury”, lusso abbordabile, e i prezzi delle stanze partono da 150 dollari a notte (105 euro).

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Si va dai banchi con la possibilità di fare il check-in automatico al deposito bagagli mediante robot e le innovative camere, tutte insonorizzate, sono dotate, oltre che di Tv a schermo piatto, anche di computer con connessione wi-fi e lettore musicale. La scrivania ha la docking station per l’iPod e il bagno ha la doccia monsonica. Yotel propone anche un ristorante, bar con la connessione gratuita e un’ampia terrazza affacciata su Times Square West. Il bagaglio? Ve lo porta il robot.

Zehst, l’aereo del futuro

Nel 2050 per andare da Parigi a New York ci vorranno solo 90 minuti grazie a Zehst, l’aereo ipersonico presentato al Salone mondiale dell’aeronautica di Le Bourget. Il velivolo del futuro viaggerà a una velocità superiore a Mach 4, cioè quattro volte la velocità del suono. Per l’esattezza si viaggerà a 5mila chilometri all’ora, ma a emissioni zero. L’aereo, il cui aspetto ricorda quello del Concorde, avrà, infatti, dei motori classici, ma alimentati da biocarburanti a base d’alga, e tre razzi a idrogeno e ossigeno

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Zehst, il primo progetto operativo di aereo ipersonico dopo l’ultimo volo del Concorde del 2003, sarà in grado di volare ad altezze mai sfiorate da un velivolo civile: 32 chilometri, contro i 12 degli attuali jet subsonici e i 18 del Concorde. Volando così alto, al limite della stratosfera dove l’aria è meno densa, l’aereo raggiungerà velocità maggiori con minore “sforzo” e consumi bassi. Il peso del velivolo deve essere molto contenuto e la sua capacità sarà di 60-100 passeggeri. Il prezzo del biglietto? Ottomila euro.

L’Airbus del futuro

Nel 2050 gli aerei Airbus saranno una via di mezzo da un uccello e una navicella spaziale. Sono appena uscite le prime indiscrezioni di un prototipo di aereo con la fusoliera completamente trasparente (e quindi panoramica) e una carlinga che assomiglia alle ossa dei volatili. Un progetto decisamente avveniristico. Ma soprattutto sarà ecologico: la cabina del futuro sarà, infatti, riciclabile al 100% in quanto sarà costruita con materiali autopulenti fatti di fibre naturali e sfrutterà il calore dei corpi dei passeggeri per produrre energia.

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Non ci saranno più Prima classe, Business ed Economy, ma si potrà scegliere un’area ‘a tema’: ‘vitalising zone’ o ‘smart tech zone’. La prima avrà poltrone avvolgenti massaggianti con cromoterapia e aromaterapia. La seconda avrà sedili adattabili alla forma del corpo e un’area interattiva che cambierà a seconda dei gusti, dal campo da golf al negozio virtuale per fare shopping. In questo modo, anche i viaggi a lungo raggio non saranno mai più noiosi.


Il check-point del futuro

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A Singapore si è da poco concluso il 67° meeting annuale della Iata, l’associazione dei vettori aerei, che ha presentato un sistema di controllo dei passeggeri rivoluzionario. Il nuovo check-point permette il transito dei viaggiatori in cinque secondi, senza che questi debbano togliersi giacche, cinture, scarpe, orologi o collane. I futuri body scanner si baseranno su livelli di rischio verificati a priori grazie ai dati biometrici contenuti nei passaporti e controllati prima dell’ingresso.

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passeggeri, grazie a tecnologie differenziate, saranno divisi in tre categorie e incanalati in altrettante corsie. Il tunnel del check-point è lungo 6 metri e mezzo e il transito avviene in tempi rapidissimi. Questo servirà a eliminare le antipatiche code. La Iata sperimenterà il sistema entro 18 mesi e l’installazione nei grandi hub di traffico mondiale potrebbe avvenire nei prossimi cinque anni. Trovo che questo sistema sia migliore del body scanner con cui ti vedono anche le mutande, no?

Edifici griffati da archistar

Musei, teatri, stadi e centri culturali diventano delle vere e proprie opere d’arte disegnate dagli architetti più famosi del mondo, i cosiddetti archistar. Cominciando dal Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia firmato Calatrava, dal Zentrum Paul Klee di Berna creato dall’architetto italiano Renzo Piano e dal MARTa Herford in Germania, che porta la firma del famoso architetto Frank O. Gehry, il loro comune denominatore consiste nell’unione del design e dell‘innovazione a favore dell’arte.

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Stessa filosofia per l’Ara Pacis di Roma ideato dall’architetto americano Richard Meier, il New Museum of Contemporary Art di New York, progettato dagli architetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa e il Museum of Islamic Art nel Qatar. All’appello non potevano certo mancare il Bird’s Nest Stadium di Pechino, ideato dallo studio Herzog & de Meuron, il Winspear Opera House a Dallas e il New Acropolis Museum ad Atene. Molto caratteristici sono pure il Design Museum Holon in Israele e il Maxxi a Roma. E voi cosa ne pensate?

L’aeroporto in miniatura

Se lo si guarda a una certa distanza, sembra un aeroporto come tanti altri. Invece, quello che hanno ricreato al parco Miniatur Wunderland di Amburgo, in Germania, è un aeroporto in miniatura. Aerei, sale d’attesa, passeggeri, piste di decollo e atterraggio, torre di controllo, ma anche vetture di servizio e nastri trasportatori. Non manca proprio nulla. Il Knuffingen Airport che è appena stato inaugurato è una replica miniaturizzata e controllata tramite computer di un vero e proprio scalo aeroportuale.

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La flotta, composta da 40 aerei, decolla e atterra veramente! Si contano all’incirca 360 movimenti ogni giorno. L’aeroporto misura 150 metri quadrati e la sua costruzione è iniziata nel 2004. Per realizzarlo ci sono volute 150.000 ore lavorative e sono stati spesi 3,5 milioni di euro. L’aeroporto può essere visitato da chiunque decida di entrare in uno dei parchi a tema più belli d’Europa. L’ingresso costa 15 euro (12 i bambini). Non ne vale la pena secondo voi? Guardate il video.

Giappone, pullman di lusso

Dopo i treni più veloci del mondo e gli aerei che non ritardano mai, in Giappone, anche viaggiare in pullman, è un’esperienza incredibile. I pullman nipponici, infatti, non sono di certo come i nostri. Lusso, comfort e tecnololgia sono parole d’ordine anche su questi mezzi di trasporto, decisamente low cost. Anche qui esiste una buisness class, che non ha nulla da invidiare a quella degli aerei. Dodici posti solamente, rispetto ai cinquanta di un normale bus, racchiusi in capsule allineate lungo i lati del bus, garantendo a tutti i passeggeri un posto vicino al finestrino.

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Il sedile può essere reclinato fino a 140 gradi ed è isolato da una parete multimediale con connessione a Internet tramite wi-fi gratuito. Ogni postazione ha un display Lcd touch-screen che fornisce contenuti audio e video on demand, insomma un vero e proprio centro di intrattenimento. Questi tipi di pullman sono ideati per viaggi a lunghe percorrenze, come la tratta Tokyo-Osaka. Un’ottima idea per chi desidera visitare il Paese del Sol Levante in modo originale e più economico. I prezzi partono da circa 75 euro.