Resort ai piedi di Ayers Rock

Se siete alla ricerca di un’esperienza di viaggio indimenticabile, vi consiglio un resort davvero unico al mondo: Longitude 131°, un eco-resort di lusso ai piedi di Uluru, meglio conosciuta come Ayers Rock, in Australia. Il campo tendato all’interno dell’Uluru-Kata Tjuta National Park minimizza l’impatto sull’ambiente circostante che è stato iscritto tra i Patrimoni dell’umanità fin dal 1987 ed è stato approvato anche dalle comunità di aborigeni che vivono da questa parti e per le quali questo è un luogo sacro. Il panorama che si gode dal villaggio è a dir poco spettacolare. Da ognuno dei 15 bungalow è garantita la vista su Ayers Rock. Emozionanti sono soprattutto l’ora del tramonto e l’alba. Anche le attività ludiche organizzate sono tutte legate ad Ayers Rock: gite a bordo di jeep tra le dune dell’outback australiano, escursioni in elicottero, trekking all’alba sul monolite, cene sotto le stelle ecc.

(GUARDA LE FOTO DELL’ECO-RESORT AD AYERS ROCK)

I primi turisti a visitare questa regione dell’Australia giunsero negli Anni ’50. Negli Anni ’60 ne arrivavano circa 5000 l’anno, oggi se ne contano almeno 400mila. Uluru, una delle icone dell’Australia, è visibile da decine di chilometri di distanza ed è famosa per la sua intensa colorazione rossa, che varia dall’ocra, all’oro, al bronzo, al viola a seconda dell’ora del giorno e della stagione. Non vi è venuta voglia di partire subito?

Polinesia, il resort più green

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Sull’isola polinesiana di Tetiaroa sta per sorgere il resort più eco-compatibile del mondo. The Brando prende il nome dal proprietario dell’atollo, Marlon Brando, che lo acquistò nel 1966, e sarà costruito sul motu dove un tempo sorgeva un hotel di lusso fondato dal celebre attore americano. Il resort impiegherà un sistema all’avanguardia per la produzione, la conservazione e la distribuzione di energie rinnovabili. Al centro del progetto c’è il rispetto per il delicato ecosistema dell’isola e l’attenzione alla comunità locale. Tra le idee ‘green’: l’utilizzo dell’acqua fredda a -5°C presa dalle profondità marine che serve per coltivare ogni tipo di prodotto della terra; un impianto di condizionamento alimentato ad acqua che permette il risparmio energetico del 90%; un centro di ricerca per lo studio delle tartarughe; l’assenza totale del cemento. Sarà pronto verso la metà del 2012.

(SFOGLIA LA GALLERY DI TETIAROA)

Tetiaroa si trova nell’arcipelago della Società, poco lontano da Tahiti. Un tempo era il buen retiro dei re della Polinesia perché è molto difficile da raggiungere e non è vicino a nessun atollo. E’ completamente circondato dalla barriera corallina ed è vietato passarci sopra con le imbarcazioni. Ai tempi di Marlon Brando è stato creato un unico passaggio tra i coralli che viene usato tuttora. Insomma, è un luogo unico al mondo e io non vedo l’ora di andarci. Voi no?

Sydney, la parata dei record

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Mentre noi occidentali siamo qui al freddo, dall’altra parte del globo è estate. A Sydney, in Australia, c’è appena stato il più grande raduno di persone in costume da bagno (GUARDA LE FOTO). Che invidia! I mille Sydneysiders volevano battere il record raggiunto finora di sole 281 persone che si era tenuto a Las Vegas, negli Stati Uniti.

L’Isola degli innamorati

Google Earth ha scovato un’isola a forma di cuore in Croazia: Galesnjak. Chiamata ormai Lovers Island. Se non fosse disabitata e se il clima non fosse così freddo in questo periodo, sarebbe la meta ideale per San Valentino.
Ma non è l’unica isola a forma di cuore, anzi proprio per il nostro inverno ci sarebbero due cuoricini di isole proprio in Oceania.
Nelle spettacolari Fiji c’è Tavarua Island (la prima nella foto sotto) e nella Grande Barriera Corallina d’Australia c’è Heart Reef (la seconda nella foto sotto).
Non male anche questi due paradisi per una vacanza sole, mare e cuore!

Tutti pazzi per Hamilton!


M
ilioni di persone sparse in tutto il mondo vogliono il posto di lavoro che vi ho segnalato qualche giorno fa: diventare il guardiano dell’isola di Hamilton, un gioiello della Grande Barriera Corallina australiana.

Dal Vaticano alla Mongolia, il mondo è impazzito. Addirittura l’Ufficio del Turismo del Queensland ha dovuto potenziare i server del sito dove è stato pubblicato l’annuncio, server down per i troppi contatti… E se non sbaglio anche ora non risulta facilmente raggiungibile.

Ricordiamo che la paga è di oltre 70.000 euro per 6 mesi di lavoro, 12 ore di lavoro settimanale. Oltre a dare da mangiare alle tartarughe, osservare le balene c’è anche la cura di un blog turistico sull’isola di Hamilton.
Per il resto… c’è solo da godere.
I candidati devono inviare un video “autopromozionale” entro il 22 febbraio. Ah, il lavoro inizia a luglio.

Ma quali sono i requisiti per essere scelto?

Stai cercando lavoro? Ecco il migliore

L’Ufficio del Turismo del Queensland, ha pubblicato un curioso annuncio di lavoro: cercasi guardiano per l’isola Hamilton, nella Grande Barriera Corallina.
Se l’annuncio è curioso, il resto è a dir poco meraviglioso: un contratto di 6 mesi per 70.000 euro, solo 12 ore di lavoro al mese, una villa di tre stanze con vista mare (vedi foto) e trasporti aerei gratuiti. Tra gli ardui compiti: dare il cibo alle tartarughe e dare un occhio alle balene.
Per maggiori info, clicca qui.

Fiji Time

Paolo e Antonio mi hanno scritto alcune impressioni del loro viaggio di nozze alle Fiji.
Eh sì, ogni genere di matrimonio vuole le sue tradizioni!
Penelope

Ciao Penelope, quando abbiamo spalancato la porta del bure* un fascio di luce accecante non ci ha permesso di tenere gli occhi aperti.

Dopo aver fatto colazione con frutti squisitamente dolci, ci muniamo di pinne, maschera e boccaglio e si parte alla scoperta dei coralli e dei pesci. Abbiamo scelto le Fiji proprio per fare snorkeling. E qui, ciò che vedi rimane impresso per tutta la vita.
Il cibo in queste isole non delude mai: aragoste cucinate con salse o con frutta tropicale, zuppe di verdure o di pesce, gamberetti al latte di cocco… Una cucina da leccarsi i baffi.
Alle Fiji il tempo non esiste più, le giornate trascorrono in completo relax e sei minimalista anche nel look, coperto solo da un sulu** mentre aspetti il tramonto sorseggiando, in una noce di cocco, la yaqona***, la loro bevanda tradizionale.

*I bure, che nelle isole Fiji in realtà significano santuari, sono alloggi lussuosi sulla spiaggia, alcuni costruiti con materiale ecologico
**Sulu, è il tipico gonnellino fijiano, simile al nostro pareo
*** Yaqona: conosciuta come kava in altre aree dell’Oceania, è una bevanda con proprietà psicotrope derivata dalle radici di una pianta della famiglia delle piperacee (Piper methysticum)

A tutti, buone Fiji!
Paolo e Antonio”