Giethoorn, il paese senza strade

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Siete stanchi del traffico metropolitano e delle strade affollate di macchine? Allora in Olanda c’è il posto che fa per voi. Giethoorn è un villaggio di 2.600 abitanti della provincia di Overijssel, conosciuto come la “Venezia del Nord” per i suoi stretti canali attraversati da imbarcazioni che si muovono come delle gondole. La sua caratteristica è che nel quartiere vecchio non ci sono strade, a parte una pista ciclabile.  

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I trasporti sono fatti via acqua nei vari canali che attraversano questo villaggio, famoso per i suoi 176 ponti di legno immersi nel verde. Giethoorn, che si trova a 120 km da Amsterdam nel mezzo di un parco naturale in una zona costellata di torbiere acquitrinose, non ha strade, perché era nato per nascondere i suoi abitanti (della setta dei Flagellanti) dalle persecuzioni religiose del XII secolo.

L’Armani hotel a Milano

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Un’inaugurazione in pompa magna quella dell’Armani Hotel di Milano, con tanto di vip e personaggi dello spettacolo, tra cui Barbara Berlusconi con il suo compagno Pato. Questo nuovo, elegante e sofisticato albergo, situato nel cuore della città, in via Manzoni 31, si trova proprio sopra il megastore dello stilista Giorgio Armani, che ha già aperto un altro hotel a Dubai.

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L’hotel ha 95 camere che sono le più grandi della città e ciascuna ha un ingressino che protegge la vista dell’interno. Al settimo piano, per chi desidera socializzare, ci sono ristorante, lounge e bar, circondati da pareti vetrate con vista sulla città e da soffitti alti sette metri. I clienti possono anche usufruire di un ristorante di altissimo livello e di una spa, aperta solo alla clientela. Caratteristica delle suite è il bagno a debita distanza dalla camera da letto. E un altro particolare di rilievo è l’abolizione della reception, sostituita da un lifestyle manager, che si fa carico di ogni esigenza del cliente.
Re Giorgio ha in programma di aprire altri due hotel in Egitto e in Marocco

Media-ICT edificio dell’anno

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Il complesso Media-ICT di Barcellona si è aggiudicato il premio “Edificio dell’anno” in occasione della quarta edizione del World Architecture Festival 2011. Il festival si è tenuto nei giorni tra il 2 e il 4 novembre proprio nella città catalana, ed è la prima volta che il premio non viene attribuito ad un progetto estero. Il Media-ICT è stato progettato da Cloud 9 e comprende una superficie complessiva di 16.000 metri quadrati che danno ospitalità a diversi uffici, un museo multimediale, alcuni spazi laboratorio e una sala congressi.

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A questi spazi si sommano altri 7.200 metri quadrati sotterranei, nei quali risiede un parcheggio di 200 posti auto. L’involucro esterno della struttura rappresenta l’elemento più caratterizzante di tutto il complesso ed è funzionale all’obiettivo di ridurre gli sprechi energetici e le emissioni nocive, allo stesso tempo è anche molto particolare da un punto di vista estetico. Dei cuscinetti gonfiabili compongono la facciata esterna che nei mesi estivi funzionano in pratica come uno schermo solare che protegge dal sole, mentre in inverno possono aprirsi per catturare energia. Il quartiere in cui sorge l’edificio si propone come il nuovo centro della cultura multimediale e si affida proprio al complesso Media-ICT per farsi rappresentare al meglio.

L’ostello con le mini camere

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Ve lo ricordate Renato Pozzetto mentre nel film “Il ragazzo di campagna” cercava di muoversi nel suo mini appartamento? Chi non vorrebbe vedere la mitica casa in miniatura almeno una volta e poter pronunciare: “Taac”? Ad Odessa, in Ucraina, è possibile vivere un’esperienza molto simile, qui infatti è stato costruito l’ostello con le camere più piccole del mondo. Le stanze dispongono tutte di bagno, ovviamente senza porta poiché non ci sarebbe lo spazio per aprirla, di tv via cavo e di un letto incastrato tra le pareti. Alcune non hanno nemmeno la finestra.

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Questa struttura offre dei prezzi molto vantaggiosi, si parte addirittura da meno di 5 euro per un posto letto. L’Ostello di per sé è molto grande, mette a disposizione dei clienti circa di 600 camere, una lavanderia e un parcheggio gratuito, inoltre si trova in una posizione molto comoda e centrale rispetto alle attrazioni della città. Nei pressi dell’ostello ci sono infatti il Teatro lirico di Odessa, Ekaterininskaya Square e la famosa Scalinata Potëmkin. Soggiornare qui può dunque essere vantaggioso per chi vuole visitare il posto e non ha particolari pretese, senza considerare che è un’esperienza davvero particolare. Tuttavia se siete claustrofobici questo di sicuro non è il posto ideale per voi. Per fortuna non tutti gli ostelli sono così, al mondo esistono infatti anche strutture che pur essendo economiche sono molto accoglienti.

Barbie modella di Alitalia

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Barbie come “modella” d’eccezione per le divise da hostess Alitalia. In occasione del Festival Internazionale del Film di Roma, è stato organizzato un party per celebrare la collaborazione tra la compagnia aerea e la bambola più famosa del mondo. E per questa occasione Barbie, nei suoi nuovi quattordici modelli, ha vestito i panni di comandante e assistenti di volo Alitalia, indossando le divise storiche disegnate dai grandi nomi della moda dagli Anni ’50 a oggi.

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I tailleur seguono lo stile bon ton degli Anni ’60 reso celebre da Jacqueline Kennedy: colori pastello, manica a tre quarti, camicia aperta sul collo. La collezione di Barbie comandante e Barbie assistenti di volo Alitalia sarà esposta dal 7 novembre in una mostra esclusiva nello Spazio Alitalia in Piazza di Spagna a Roma.

Sexy hostess in bikini

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Le bellissime assistenti di volo della compagnia aerea Ryanair si sono spogliate ancora una volta per l’edizione 2012 del calendario benefico. L’edizione 2012 del calendario delle hostess è il più sexy in assoluto: le 13 assistenti di volo indossano solo costumi da bagno e lingerie. Ma lo scopo dell’iniziativa non è questo.

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I 100mila euro che la compagnia aerea spera di raccogliere dalle donazioni saranno devoluti a un’associazione benefica a favore dei bambini malati di Epidermolisi bollosa. I fondi raccolti permetteranno alle 50 famiglie di questi bimbi provenienti da tutta Europa di trascorrere una settimana di vacanza in una struttura attrezzata a Malaga, in Spagna. Le sexy assistenti di volo hanno iniziato a posare per l’originale calendario nel 2008. Allora la raccolta fondi ammontava a 500mila euro. Riusciranno a battere questo record?

Little Italy nel mondo

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Little Italy è il nome dato ai quartieri italiani sparsi per il mondo. Le comunità di nostri concittadini sono davvero numerose, da New York a Chicago passando per Dublino non è difficile incontrare italiani e soprattutto imbattersi in ristoranti e locali tipici, questo anche perché gli abitanti del Belpaese tendono a mantenere salde origini e tradizioni. Se vi capita di andare Boston e vi viene voglia di un piatto di pasta degno di tale nome passate per il quartiere di North End. A Chicago, nei dintorni di West Side, c’è una viva comunità di italiani. Nei pressi di Blooms Lane, a Dublino, c’è l’Italian quarter, popolato di locali nostrani.

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Una grande comunità di italiani si è stabilita anche a Baltimora. Tra Columbus Avenue e Broadway e Mason Street, a San Francisco c’è un quartiere popolatissimo di italiani, qui potrete sentirvi a casa. A Montreal c’è la Petite Italie, mentre a Buenos Aires è famoso il coloratissimo quartiere di La boca, fondato da pescatori genovesi. Il cuore della Little Italy di San Diego è nella sua famosa India Street.  Ad Hartford, la capitale del Connecticut, basta andare su Franklin Avenue per ritrovarsi immersi nell’Italia degli Anni ’70. Senza dubbio la Little Italy più famosa è quella di New York, qui tra la comunità locale e i vari ristoranti non sentirete nostalgia di casa. E voi, conoscete qualche altra Little Italy che vale la pena menzionare?

Dare il benvenuto: riti e usanze

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Ogni Paese ha le proprie tradizioni e ogni Paese ha un modo di accogliere gli ospiti e di dare il benvenuto unico e particolare. Quando si viaggia è importante conoscere bene riti e usanze per evitare gaffe o gesti irrispettosi. Se vi recate in Mongolia, per esempio, sappiate che gli abitanti, quando accolgono un ospite in casa, gli offrono in dono un hada, una striscia di seta o di cotone. Per ringraziare, non dimenticate di fare un leggero inchino, si tratta di un segno di rispetto. Il namasté è un saluto originario delle zone di India e Nepal e viene accompagnato dal gesto di congiungere le mani, facendo al contempo un leggero inchino col capo.

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In Groenlandia ci si saluta premendo il naso sulla pelle dell’altra persona. I guerrieri della tribù Masai, invece, effettuano una danza che si chiama adamu, la danza del salto. In molti Paesi orientali si è soliti inchinarsi, ci sono però delle piccole sfumature che fanno la differenza. Mentre in Cina le mani si tengono giunte al petto in Thailandia, dalla loro posizione, dipende il grado di rispetto, in Giappone in alcuni casi è opportuno inginocchiarsi. In Nuova Zelanda, invece, la cerimonia di benvenuto è chiamata hongi e consiste nel toccare con fronte e naso la fronte e il naso della persona che si ha davanti. Il modo più divertente di accogliere gli ospiti, a mio parere, è quello tibetano: qui si è soliti tirare fuori la lingua. Ne conoscete altri?

Hotel storici nel mondo

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Gli hotel non sono solo semplici luoghi dove soggiornare, delle volte si tratta di veri e propri edifici che hanno lasciato un segno nella storia. Può capitare che queste strutture celino segreti o custodiscano storie importanti. Stiamo parlando di alberghi che magari hanno ospitato teste coronate, come il Reid’s Palace di Funchal in Portogallo, o che sono stati costruiti in posizioni strategiche, come il Las Casas De La Juderia, a Siviglia. Delle volte poi capita che particolari strutture siano utilizzate come set di importanti film, è questo ad esempio il caso del Grand Hotel Rimini, che ha fatto una piccola apparizione in Amarcord.

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Insomma ci sono hotel che meritano di essere ricordati e che possono essere definiti storici. Trivago.it ha pubblicato una lista dei 10 alberghi storici più importanti. Tra gli altri spiccano il The Willard di Washington, a due passi dalla Casa Bianca, oppure il Grand Hotel de Cabourg in Francia, dove era solito alloggiare Marcel Proust e dove è possibile ammirare negli splendi giardini diverse targhe con le citazioni del famoso scrittore francese. In questo elenco tuttavia non sono citate alcune strutture a nostro avviso molto importanti, come ad esempio il Grand Hotel et de Milan dove hanno alloggiato tra gli altri Gabriele D’annunzio, Maria Callas e Ernest Hemingway, o il Negresco di Nizza la cui cupola è stata progettata da Gustav Eiffel.

I peggiori aeroporti del mondo

Se siete grandi viaggiatori come me vi sarà capitato di trovarvi a fare scalo in aeroporti che lasciano molto a desiderare. Il sito sleepinginairports.net ha raccolto i commenti di migliaia di viaggiatori in giro per il mondo e ha stilato una classifica dei dieci peggiori aeroporti del mondo, basandosi sulla carenza di sicurezza e di facility negli scali, mancanza di poltrone comode per le lunghe soste, personale scortese e altre inadeguatezze. Nella top 10 ci sono anche due scali italiani: Orio al Serio (BG) e Pisa. Il primo posto, però, è occupato dall’aeroporto di Manila, nelle Filippine. File interminabili, terminal vecchi e bagni sporchi hanno pesato sul voto unanime.

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Al secondo posto si trova l’aeroporto di Parigi Beauvais e al terzo il Keflavik di Raykjavik, in Islanda, che molti passeggeri hanno avutro modo di sperimentare durante l’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull. La classifica prosegue con l’aeroporto di Bergamo (4° posto), Kiev, in Ucraina (5°), Francoforte (6°), l’aeroporto Luton di Londra (7° posto), Pisa (8°), penultimo Parigi Charles de Gaulle (ma solo i terminal 3, 2A, B, C, e D) e infine l’aeroporto di Los Angeles. Siete d’accordo con questa classifica o volete suggerire altri aeroporti?